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Categorie Antiproibizionismo

Referendum Cannabis: in Slovenia si vota per la coltivazione e il possesso

Il prossimo 9 giugno gli elettori sloveni saranno chiamati a esprimersi su tre quesiti referendari di grande impatto sociale: introduzione della morte assistita, legge elettorale e legalizzazione della Cannabis.
Notevole il tempismo di questo referendum, che coincide con le elezioni del Parlamento Europeo, un evento che solitamente conta un elevato tasso di affluenza e che potrà quindi garantire una massiccia partecipazione degli elettori su tutti i temi.

Il quesito referendario sulla Cannabis proporrà due domande: se il cittadino approva la coltivazione e lavorazione della pianta per uso medico (il cui utilizzo nel Paese è già consentito, ma non è permessa la produzione interna); e se approva la coltivazione e possesso della cannabis per un limitato uso personale.

cannabis plant

L’iniziativa è stata promossa dal Movimento per la Libertà sloveno, il principale partito dell’attuale coalizione di governo, e rappresenta un importante passo avanti nel dibattito sulla cannabis nel paese.
I quesiti sono stati approvati dall’Assemblea Nazionale slovena il 25 aprile. Nonostante gli sforzi degli oppositori per rinviare la votazione a novembre, il tentativo è fallito, garantendo così che gli elettori sloveni possano esprimere la loro opinione il prossimo mese.
È importante sottolineare che i quesiti referendari non sono giuridicamente vincolanti. Anche se i risultati fossero positivi, la coalizione di governo slovena potrebbe decidere di non adottarli. Tuttavia, un’approvazione rappresenterebbe una significativa pressione politica sui legislatori, spingendoli a rispettare la volontà popolare.

Il contesto internazionale

L’iniziativa referendaria arriva in un momento in cui molti paesi europei stanno rivedendo le loro normative sulla Cannabis. In Germania, dal 1° aprile 2024, i cittadini maggiorenni possono coltivare fino a tre piante nelle proprie residenze private e possedere fino a 25 grammi di Cannabis. La Germania prevede anche l’apertura di club di cannabis non commerciali e progetti pilota regionali sul commercio di cannabis ricreativa. Progetti simili sono già in corso in Svizzera e nei Paesi Bassi, mentre Malta e Lussemburgo hanno già legalizzato la coltivazione, il possesso e il consumo di Cannabis.

Ne abbiamo parlato in precedenti articoli:

La legalizzazione della Cannabis in Germania

Una svolta storica che segna la via per la legalizzazione

 

Una panoramica delle politiche sulla Cannabis in Europa

La Cannabis in Europa: un quadro in continua evoluzione

 

Il potenziale impatto per la Slovenia

Secondo un’analisi del novembre 2023, la Slovenia conta oltre 200.000 consumatori di cannabis e ogni anno, nel paese si registrano circa 2.000 reati legati alla cannabis.
Inoltre, secondo Alex Rogers, amministratore delegato dell’International Cannabis Business Conference e cofondatore del gruppo Talman: “La Slovenia dispone di un quadro settoriale di ricerca e sviluppo che pochi altri paesi hanno. Le strutture di ricerca, le istituzioni accademiche e gli esperti di sviluppo dei prodotti della Slovenia non hanno rivali, rendendo la Slovenia il luogo perfetto per le entità internazionali della cannabis per condurre la propria ricerca e sviluppo. Si tratta di modernizzare le politiche e i regolamenti della nazione per consentire tale attività per l’industria internazionale legale della cannabis”.
Il referendum del 9 giugno rappresenta una significativa opportunità per i cittadini sloveni di influenzare le politiche sulla Cannabis, spingendo i legislatori verso la modernizzazione e affermarsi in un contesto europeo di crescente apertura sul tema. Con il successo del referendum, la Slovenia potrebbe diventare un nuovo protagonista nell’industria globale della Cannabis, contribuendo significativamente al dibattito internazionale.

 

FIRMA LA LEGGE PER L’AUTOPRODUZIONE IN ITALIA

Ne approfittiamo per ricordare l’iniziativa “Io Coltivo”, la proposta di legge promossa dall’Associazione Meglio Legale insieme a una rete di oltre 30 partner.

È possibile firmare online con l’Identità Digitale (SPID) al sito www.iocoltivo.org/

Antonella Soldo, coordinatrice dell’associazione Meglio Legale, ha dichiarato:
«Siamo vicini alla fine di un’era. Un grande paese europeo sceglie di percorrere la via della regolamentazione e questo è un evento che avrà conseguenze nel resto d’Europa. Le inutili e dannose politiche repressive perdono terreno, sta al nostro paese decidere se prenderne atto o rimanere il fanalino di coda. In Italia fumare Cannabis non è un reato, ma coltivarla per uso personale è punibile con il carcere fino a 6 anni: la proposta “Io Coltivo” vuole correggere uno dei più grandi paradossi sulle leggi sulle droghe in questo paese»

 

 

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