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La Cannabis in Europa: un quadro in continua evoluzione

Il settore della cannabis ha sperimentato una crescita esplosiva negli ultimi anni, emergendo da un lunghissimo periodo di stigmatizzazione per diventare uno dei mercati più promettenti a livello globale. Originariamente confinato alla produzione e consumo illegale, il panorama della cannabis è in evoluzione continua e la legislazione che ne regola la coltivazione, il possesso e l’uso cerca di adeguarsi con risultati che variano molto da uno Stato all’altro. Nella maggior parte dei paesi di tutto il mondo, la cannabis a scopi ricreativi rimane illegale, ma il dibattito politico che ruota attorno ai temi della depenalizzazione e della legalizzazione è molto attivo e sta producendo qualche frutto.

Ecco una sintesi delle strade intraprese da alcuni Stati Europei:

Lussemburgo e Malta – Sono stati i primi in Europa a legalizzare completamente la cannabis nel 2021. Ogni maggiorenne può coltivare, acquistare e consumare cannabis a uso personale, senza limiti di THC. Tuttavia, rimane vietato fare uso di marijuana in pubblico e fumare in presenza di minori.

Portogallo – Nel 2001 ha scelto la via della depenalizzazione per l’uso e il possesso di piccole quantità di ogni genere di droga, tra cui la cannabis. È prevista una sanzione amministrativa (oppure una valutazione da parte di una commissione e l’offerta di assistenza sanitaria) se si viene trovati in possesso di una quantità inferiore ai 25 grammi. Una scelta coraggiosa e innovativa che ha portato a risultati positivi sia dal punto di vista sanitario che sociale. Tuttavia, è ancora lunga la strada per la legalizzazione: la coltivazione, la vendita e l’acquisto di marijuana restano illegali e punibili dalla legge.

Germania – Ha legalizzato la cannabis medica e depenalizzato il consumo di piccole quantità. A breve potrebbe avere le leggi più permissive di tutti i Paesi UE. Dalla scorsa estate, infatti, è stato dato il via libera alla proposta di legge per rendere legale l’autoproduzione e il possesso di cannabis fino a 25 grammi. A partire dal 1° aprile 2024 sarà consentito il possesso e la coltivazione domestica, mentre dal 1° luglio dovrebbe essere possibile la formazione di club per la coltivazione condivisa.

Spagna – Il consumo e la coltivazione a uso personale sono depenalizzati, ma non legalizzati. Esistono dei social club dove i soci possono coltivare e condividere la pianta in modo cooperativo e privato. La cannabis medica è legale solo in alcune regioni, come la Catalogna e i Paesi Baschi.

Grecia – Ha legalizzato la cannabis medica nel 2017 con prescrizione medica per pazienti con gravi patologie, mentre l’uso ricreativo è illegale, benché depenalizzato per piccole quantità (fino a 5 grammi).

Francia – Ha una delle legislazioni più severe d’Europa sulla cannabis. L’uso, il possesso, la coltivazione e il commercio sono illegali e puniti con multe o carcere. L’uso medico è stata autorizzato nel 2020 solo per alcuni pazienti selezionati per un esperimento clinico.

Regno Unito – Ha classificato la cannabis come una droga illegale di classe B, che comporta sanzioni penali per chi la possiede, la coltiva o la vende.

Irlanda – ha proibito l’uso, il possesso, la coltivazione e il commercio di cannabis, considerandola una droga illegale di classe C.

Olanda – Conosciuta per la sua politica di tolleranza nei confronti della cannabis, in realtà ha un approccio ambiguo: la cannabis infatti non è pienamente legale nemmeno qui! Al di là dei coffee shop e dell’uso medico, il possesso, la coltivazione e la vendita di cannabis al di fuori delle condizioni stabilite rimangono illegali e soggetti a sanzioni penali. L’approccio “morbido” delle istituzioni ha da sempre evitato di criminalizzare i consumatori. A partire dal 15 dicembre 2023 il governo olandese ha dato il via libera a un progetto pilota per avviare la legalizzazione.

Belgio – Con un approccio analogo a quello della vicina Olanda, anche qui la cannabis non è legalmente consentita ma viene ampiamente tollerata, con un’applicazione delle leggi molto permissiva. Il Belgio sta puntando a seguire l’esempio del Portogallo, trattando il consumo di droghe come un problema di salute pubblica piuttosto che un reato penale. Recentemente il Ministro dell’Economia e dell’Occupazione federale, Pierre-Yves Dermagne, si è espresso a favore della legalizzazione della cannabis, sostenendo che sia una questione di “buonsenso“.

E in Italia?

Dal punto di vista politico, la questione della cannabis è da tempo oggetto di dibattito, ma anche di continui cambiamenti di rotta.

Dal 2006 è consentito l’uso della cannabis terapeutica, nonostante ancora oggi permangano le problematiche di produzione, approvvigionamento e formazione del personale sanitario e infermieristico.

L’introduzione della Legge 242/2016 ha rappresentato un tentativo di regolamentare la commercializzazione della cannabis cosiddetta light (con un contenuto di THC inferiore allo 0,5%). Tuttavia, la legislazione è stata oggetto di critiche e discussione, con alcune voci che chiedono una regolamentazione più chiara e consistente.

Le recenti posizioni dell’attuale governo hanno rappresentato un grande passo indietro, al punto da dichiarare come stupefacente persino il CBD, la molecola che non è stupefacente secondo gli scienziati di tutto il mondo, la Corte di Giustizia europea e l’OMS.

Il 7 agosto 2023 un decreto ministeriale vietava la vendita di prodotti a base di cannabidiolo, ma il TAR del Lazio, ha accolto il ricorso dell’associazione Imprenditori Canapa Italia (ICI) contestando l’illegittimità del decreto ministeriale. L’udienza del 16 gennaio 2024 non ha ancora chiuso la questione. Bisognerà attendere il prossimo settembre per la sentenza definitiva.

Ne abbiamo parlato qui: Cbd: Tar del Lazio, persiste l’incertezza

Sul fronte della Cannabis, nel 2016 era fallito un primo tentativo per portare in Parlamento una legge di iniziativa popolare per la regolamentazione. Dallo scorso dicembre è ripartita la campagna per la raccolta di 50.000 firme a opera dell’associazione Meglio Legale in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, per una Proposta di Legge che mira a consentire la coltivazione domestica, la creazione di Social Club e la decriminalizzazione dell’uso personale.

Trovi tutte le info qui: www.iocoltivo.org

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