La Canapa

La Cannabis sativa è una specie del genere Cannabis.

L’altezza delle piante è variabile e arriva fino a 5 metri, con escrescenze resinose, angolate, a volte cave, specialmente al di sopra del primo paio di foglie; foglie basali opposte, le più alte alternate, palmate, raramente singole, lanceolate, punte acuminate fino a 10 cm di lunghezza, 1,5 cm di grandezza; fiori monoici o dioici; frutti marroni, achene brillante, trattengono strettamente i semi con un endosperma carnoso e un embrione curvo.

La canapa è una pianta sostenibile dal punto di vista ambientale perché è una risorsa rinnovabile, coltivabile laddove si sono abbandonati terreni, e dal punto di punto di vista economico e sociale perché è una coltivazione redditizia che offre un’opportunità di sviluppo per il territorio. «È una coltivazione che si adatta a quasi tutti i tipi di terreni. Difende la biodiversità, cattura CO2 non necessita di irrigazione, antiparassitari e diserbanti. Le piante di canapa crescono, infatti, più velocemente delle infestanti, lasciando il terreno totalmente diserbato. Ottima per l’avvicendamento colturale, s’inserisce facilmente nelle pratiche agro-meccaniche delle aziende agricole».

In passato la coltivazione della canapa era comune nelle zone mediterranee e centro europee. Anzitutto perché questa pianta cresceva su terreni difficili da coltivare con altre piante industriali (terreni sabbiosi e zone paludose nelle pianure dei fiumi), inoltre perché vi era una forte richiesta di piante così polivalenti e a buon mercato, infatti la canapa era utile per produrre sostanze “oleose” (per l’illuminazione), “fibrose” (fibre tessili, carta, corda) e di mangime per il bestiame produttivo.

Cos’è il THC
Iniziamo ad analizzare il composto più conosciuto ed amato dai consumatori di Cannabis: il THC, o tetraidrocannabinolo (rimaniamo pure con la sigla THC, molto più semplice da pronunciare e da ricordare). Si tratta del principale composto psicoattivo contenuto nelle piante di Cannabis ed è il responsabile del cosiddetto “high” provocato dalla marijuana. Gli effetti del THC variano a seconda della sua concentrazione, ma anche piccole percentuali possono stimolare a livello cerebrale. Normalmente, si avvertono sensazioni di euforia, rilassamento, appesantimento e appetito (come la famosa fame chimica che molti di voi conosceranno). Tuttavia, è proprio questa capacità di alterare i sensi che ha reso illegale il THC in gran parte del mondo, dove, però, la diffusione della Cannabis come droga ricreativa non ha trovato alcun ostacolo. Pur trattandosi di un composto psicoattivo considerato illegale in molti Paesi, il THC ha mostrato interessanti proprietà anche nel campo della medicina. Essendo il primo composto scoperto all’interno delle piante di Cannabis, la ricerca ha già ottenuto promettenti risultati per una sua eventuale applicazione con fini terapeutici. È stato infatti dimostrato che può agire efficacemente contro malattie croniche o gravi e disturbi di varia natura, offrendo sollievo e riducendo i dolori laddove i convenzionali farmaci hanno fallito o non possono essere utilizzati per i loro effetti collaterali dannosi.

Cos’è il CBD
Ora che abbiamo compreso meglio le proprietà del THC, possiamo affrontare con maggiore facilità i benefici offerti dal CBD (cannabidiolo), così come le differenze che separano questi due cannabinoidi. La principale differenza è che il CBD è un composto non psicoattivo, ovvero non provoca alcun “high”. Ciò, ovviamente, è stato accolto con particolare entusiasmo dal mondo scientifico e medico, ma le sue potenziali applicazioni sull’uomo sono ancora oggi in fase di studio. Grazie alle sue proprietà non psicoattive, questo cannabinoide è considerato sicuro e, ancora più importante, legale in tutto il mondo. Tuttavia, la stretta parentela con il THC tende a mettere, erroneamente, sullo stesso piano questi due composti. Ma adesso che sappiamo che il CBD è sicuro e legale, quali sono le sue reali e potenziali applicazioni?
Il CBD ha dimostrato di essere particolarmente efficace nel trattamento contro la schizofrenia, il disturbo d’ansia sociale e la depressione, oltre a contrastare molti altri sintomi psicotici. Le persone affette da questi disturbi riescono a migliorare la loro qualità di vita grazie alle proprietà terapeutiche di questo cannabinoide, senza però essere costrette a gestire anche gli effetti collaterali potenzialmente indotti dal THC, come l’alterazione dei sensi e le sensazioni di appesantimento e di letargia. Oltre ad aiutare nelle terapie contro alcuni sintomi psicotici, il CBD viene anche usato nel trattamento di malesseri fisici come infiammazioni, emicranie, artriti e spasmi muscolari (dando a questo cannabinoide una connotazione terapeutica ancora più ampia). Allo stesso tempo, essendo un composto molto versatile, il mondo della medicina continua ancora oggi a studiarne tutti i possibili effetti, per poter così delineare con maggiore precisione le sue applicazioni in campo medico. La lentezza con cui la ricerca si muove in questa direzione è principalmente dovuta all’immagine che la società moderna ha del THC, considerato il leone aggressivo dei principi attivi della Cannabis, assolutamente da evitare. Tuttavia, per quanto gran parte degli studi si trovi ancora in alto mare, ciò che rende ancora più interessante l’approccio scientifico verso il CBD è che si potrebbero scoprire altre interessanti proprietà terapeutiche, rilanciando nuovamente il settore della Cannabis in un contesto ancora più positivo.

Gli altri usi della canapa
La canapa, oltre ad essere sfruttata in campo medico, ha diversi utilizzi, si tratta di un prodotto che ha implicazioni in diversi settori, dall’alimentare, alla bioedilizia, vediamoli insieme:

  • Alimentare: dai semi di canapa si possono ricavare un olio e una farina particolarmente ricchi di amminoacidi essenziali, ideali per chi segue una dieta vegetariana o vegana, per consolidare la propria alimentazione
  • Carta e tessuti: le resistenti e bianchissime fibre dello stelo di questa pianta permettono, fin dall’antichità, di produrre vestiti e fogli di carta e corde, pratica poi caduta in disuso a causa del proibizionismo
  • Bioedilizia: con la riscoperta della bioedilizia (costruire case in linea con i principi della sostenibilità ambientale)  viene molto utilizzata, mescolata con la calce, a scopo di isolante termico e acustico
  • Bonifica: viene molto spesso utilizzata per bonificare suoli inquinati industrialmente da metalli pesanti e altri agenti inquinanti. Grazie alle sue radici e la sua capacità infestante, riesce a ripulire rapidamente, assorbendo gli inquinanti, i terreni in cui viene coltivata

Cannabis, marijuana e hashish, quali sono le differenze
Quando si parla di questa tipo di pianta, si usano vari vocaboli, non sempre usati correttamente e spesso uno per l’altro. L’uso improprio di queste parole, visto il tema ricco di emotività, può portare a degli errori e fraintendimenti. Qui sotto proproniamo un piccolo dizionario.

Cannabis: Quando si usa questa parola ci si riferisce alla pianta nella sua interezza: stelo, radici, foglie, fiori, senza fare alcuna distinzione fra piante ad alto contenuto di THC o a scopo tessile.

Marijuana: La parola identifica solo i fiori della pianta della cannabis, contenendo le maggiori concentrazioni di principi attivi, vengono essiccati e fumati a scopo ricreativo o medico.

Hashish: È un concentrato di resine e pollini della cannabis che può raggiungere alte concentrazioni di THC e CBD. Essendo prodotto in numerosi paesi e culture, può presentarsi in svariate forme, colori e concentrazioni in base alle modalità di fattura.

Fonte: Scienze Fanpage, Zembeza, Dolce Vita