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CBD: TAR del Lazio, decisione rinviata


ULTIMO AGGIORNAMENTO!

Con una nuova ordinanza, il Tar del Lazio ha rimandato al 24 settembre 2004 la sentenza sul decreto del ministero della Salute che voleva inserire le preparazioni orali di CBD tra i medicinali che contengono sostanze stupefacenti.

Allo stato attuale, le composizioni per uso orale di cannabidiolo non sono considerate stupefacenti.


Il 16 gennaio si è svolta presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio l’udienza relativa alla richiesta di annullamento del Decreto Ministeriale del 7 agosto 2023, emanato dal Ministero della Sanità, che aveva classificato il CBD come medicinale, soggetto quindi a regolamentazione farmaceutica.

Il Decreto

Lo scorso autunno, il provvedimento era stato al centro di ampie proteste. L’industria della canapa aveva manifestato preoccupazione per tale decisione, sostenendo che la nuova regolamentazione non fosse basata su solide basi scientifiche e avrebbe portato a una restrizione ingiustificata del mercato, ostacolando l’accesso dei consumatori ai prodotti a base di CBD e probabilmente comportando la cancellazione di uno dei settori più promettenti per l’agroindustria italiana degli ultimi anni, che impiega migliaia di persone.

Il Ricorso

Rispondendo positivamente all’Associazione Imprenditori Canapa (ICI), il TAR del Lazio aveva giudicato fondato il ricorso per l’annullamento del decreto, sospendendo il provvedimento e rinviando il giudizio al 16 gennaio.

L’udienza del TAR

Purtroppo, la nuova udienza non ha concluso la vicenda ma, al contrario, ha aggiunto nuovi elementi di incertezza: l’Avvocatura di Stato, infatti, non ha presentato documentazione aggiuntiva a supporto della propria tesi, ma ha chiesto un nuovo rinvio in attesa del parere dell’Istituto Superiore di Sanità.

In questo modo, ora il TAR si trova di fronte a una scelta difficile: accettare la richiesta e rinviare l’udienza oppure rifiutarla e procedere con una sentenza definitiva. Questa decisione non riguarda solo la legalità del decreto, ma ha anche un peso significativo sul futuro della commercializzazione e dell’uso del CBD in Italia. Qualunque sia la sentenza, avrà ripercussioni non solo legali ma anche economiche e sociali, influenzando aziende, consumatori e potenzialmente la politica sanitaria del paese.

Non ci resta che attendere ancora…


Una Giusta Battaglia

Avviata la raccolta firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare per la coltivazione domestica di Cannabis

In questo contesto culturale e politico particolarmente rigido riguardo alle politiche sulla cannabis, emerge l’iniziativa di Meglio Legale, in collaborazione con una rete di oltre 30 partner, a favore di una Proposta di Legge d’iniziativa popolare per la coltivazione domestica della Cannabis.

L’iniziativa era stata lanciata il 7 dicembre attraverso un flash mob di fronte a Piazza Montecitorio, con l’obiettivo di raccogliere 50.000 sottoscrizioni, come previsto dalla legge italiana, al fine di riportare il tema in Parlamento.

La Proposta di Legge mira a consentire la coltivazione domestica fino a 4 piante di cannabis (contenenti THC), limitatamente all’uso personale.

Prevede la creazione di Associazioni di Coltivatori (Cannabis Social Club) con l’obiettivo di coltivare la cannabis e distribuirla esclusivamente ai membri.

Prevede la decriminalizzazione dell’uso personale, consentendo il trasporto fino a 30 grammi e abolendo le sanzioni amministrative attualmente in vigore, come il ritiro della patente e del passaporto.

È importante notare che rimane punita la guida in stato di alterazione.

Nelle prime 24 ore sono state già raccolte 10.000 firme. Antonella Soldo, coordinatrice dell’Associazione Meglio Legale, ha dichiarato: “Una risposta così immediata non è casuale; sapete perché questo tema è così popolare? Perché coinvolge la vita delle persone. Ogni famiglia italiana sa cosa significano i cani antidroga nelle scuole, la paura dello stigma e della criminalizzazione. La lotta contro la cannabis è solo uno spreco di risorse che non serve a contrastare le mafie, ma a colpire le persone“.

La strada è ancora lunga e richiede il sostegno di tutti coloro che credono in questa battaglia. Nei prossimi mesi saranno organizzati eventi in tutta Italia per sostenere la proposta e raccogliere tutte le firme necessarie.

Per partecipare all’obiettivo delle 50.000 sottoscrizioni, è possibile firmare online con SPID al seguente link:

www.iocoltivo.org

Il testo completo della proposta è disponibile qui:

www.iocoltivo.org/testo

“Io Coltivo” è una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Meglio Legale in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, +Europa, Eumans, Forum Droghe, Aduc, Antigone, Volt, Associazione Canapa Sativa Italia – CSI, Cannabis Service, Radicali Milano, Radicali Cuneo, Radicali Rimini, Cannabis For Future, Be Leaf, Soft Secrets, Giovani Socialisti, Giovani Democratici Roma, Giovani Democratici Lombardia, e Partito Comunista. Con il sostegno di Giantec Srl e Sea of Green.

 

AZIENDA

 

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