Legalizzazione: arriva la svolta?

Stiamo assistendo alla tanto sperata svolta nella legislazione che riguarda la canapa? Questo ancora non lo sappiamo ma sicuramente sono state create le prime basi.

Queste basi hanno un nome e un cognome: Matteo Mantero. Il senatore di M5S ha presentato un Disegno di Legge per legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati. Le sue motivazioni sono molto semplici e rispecchiano il pensiero di tutte le persone che lavorano e credono in questo settore, infatti afferma che: «la marijuana non fa male come invece l’alcool e il tabacco. Storicamente non è mai stata registrata alcuna morte dovuta all’uso di derivati della canapa. Oltre il 70% degli italiani sarebbe concorde a legalizzare l’utilizzo di questa sostanza, come storicamente hanno fatto o stanno facendo molti stati come l’Olanda, la Spagna, il Canada e diversi membri degli Stati Uniti d’America, a cui si è aggiunta, dal 1° gennaio 2019, anche la California. La loro esperienza per altro dimostra che il numero di utilizzatori non cresce dopo la legalizzazione ma porta anzi a un lieve calo».

Ma quali sarebbero i termini di questa legge?

Il testo della proposta prevede la possibilità di coltivare fino a 3 piante femmine in casa propria o in forma associata – per un massimo di 30 soci e dopo la comunicazione alla Prefettura – e di detenere fino a 15 grammi di sostanza presso il proprio domicilio e 5 grammi fuori. Prevede inoltre di regolamentare il mercato della cannabis a basso contenuto di thc (light) consentendo la vendita per uso alimentare e innalzando il contenuto di thc delle infiorescenze fino all’1%.

Un altro punto fondamentale del pensiero di Mantero è quello legato alla mafia e al business ricavato dalla vendita illegale di marijuana. Sono anni che attivisti e persone interne al settore sottolineino quanto sia controproducente per lo stato non legalizzare la marijuana. Il senato lo ha definito “un regalo alla mafia”, e noi siamo estremamente concordi con questo punto di vista, più che lotta alla mafia questo sembra un favoreggiamento. Mantero ricorda come la stessa Direzione nazionale antimafia si sia detta «favorevole alla legalizzazione sulla scorta del fallimento delle politiche proibizioniste».

Oltre alla questione mafia c’è un altro aspetto fondamentale: la salute. Legalizzare la marijuana significherebbe avere un prodotto controllato e tracciato che si traduce in maggiore sicurezza e certezza del prodotto consumato. In questo momento, invece, la salute è particolarmente compromessa in quanto «il 91% di questi prodotti è contaminato. Infatti la cannabis viene “tagliata” con sostanze di vario tipo allo scopo aumentare il peso dell’erba e avere più profitti, ma anche per aumentare l’effetto psicotropo o per rendere più belli i fiori».

La canapa, nelle sue diverse forme, possiede tantissime proprietà che vanno a influire positivamente sulla salute del nostro corpo e della nostra mente. Ad esempio, abbiamo riassunto in questa infografica dove e come la canapa alimentare va a influire positivamente.

Non possiamo poi tralasciare i benefici della marijuana su persone affette da gravi malattie o malattie terminali. La Fondazione Umberto Veronesi conferma i benefici, scientificamente provati, per il controllo di nausea, vomito, appetito nei pazienti sottoposti a chemioterapia. Accanto a questo utilizzo, ben documentato dalla letteratura scientifica, si affiancano alcuni studi sui vantaggi dell’utilizzo della cannabis nel controllo del dolore cronico.

A queste indicazioni si aggiunge il controllo degli spasmi muscolari nelle persone affette da sclerosi multipla.

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