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Mary Jane Rathbun: la signora che con i suoi brownies alla marijuana sfidò la legge

Negli Stati Uniti oggi la cannabis è legale in molti stati, sia per uso terapeutico che ricreativo. Ma nei tempi più bui, tra gli anni ‘70 e ’80, quando la legge criminalizzava ogni utilizzo della marijuana, c’era una signora che decise di sfidare il proibizionismo. Con coraggio e dolci al cioccolato, contribuì a cambiare il modo in cui gli Stati Uniti guardavano la cannabis medica, incrinando pian piano il muro eretto dal proibizionismo.

Le origini di “Brownie Mary”

Si chiamava Mary Jane Rathbun, conosciuta da tutti come Brownie Mary. Figlia di immigrati irlandesi, nacque nel 1922 in Minnesota e condusse una vita abbastanza ordinaria, lavorando come cameriera. Dietro l’apparente normalità, però, nascondeva uno spirito ribelle e indipendente.

La sua vita cambiò radicalmente quando la figlia Peggy morì in un incidente stradale a soli 22 anni. Quel dolore la segnò profondamente e la spinse a dedicarsi alle persone fragili ed emarginate – spesso abbandonate dalle famiglie – che incontrava. Trasferitasi a San Francisco, continuò a fare la cameriera ma cominciò anche il volontariato al San Francisco General Hospital, assistendo i malati terminali.

Brownie Mary marijuana

I primi dolci terapeutici

Negli anni ‘70 iniziò a cucinare brownies alla marijuana che condivideva con amici e con la comunità hippie, diventando presto nota per i suoi dolci. Ma fu negli anni ’80, quando l’epidemia di AIDS travolse duramente San Francisco, colpendo in particolare la comunità gay – spesso abbandonata a sé stessa – che i suoi dolci assunsero un nuovo significato. Mary Jane si rese conto che gli effetti della cannabis (sollievo dal dolore, stimolo dell’appetito e riduzione della nausea) erano molto benefici e potevano migliorare la vita dei pazienti che dovevano affrontare cure debilitanti o per le condizioni terminali. Iniziò così a cucinare teglie su teglie di dolci terapeutici, arrivando, secondo alcune stime, a prepararne migliaia al mese.

Nel mirino della legge

Questi gesti non passarono inosservati e finirono per attirare l’attenzione delle autorità, che la arrestarono più volte per possesso e distribuzione di marijuana. Ogni volta però la sua immagine di anziana che voleva solo aiutare i malati conquistava l’opinione pubblica e rendeva difficile ai giudici condannarla. In quegli anni i media la consacrarono come “Brownie Mary” e i suoi casi giudiziari divennero cruciali nel dibattito pubblico sulla cannabis terapeutica.

Brownie Mary marijuana

La battaglia per Proposition 215

Con Dennis Peron, storico attivista per i diritti dei pazienti, partecipò alla nascita del primo dispensario pubblico e tollerato negli Stati Uniti, San Francisco Cannabis Buyer’s Club. E grazie al suo instancabile attivismo contribuì in maniera decisiva alla campagna per la Proposition 215, approvata in California nel 1996, la prima legge statale negli Stati Uniti a legalizzare l’uso medico della cannabis, aprendo la strada a un cambiamento storico che oggi sembra quasi scontato.

Mary Jane morì nel 1999, a 76 anni, e viene ricordata come una pioniera della cannabis terapeutica e come una figura umana che seppe unire compassione e disobbedienza civile. Una “nonna radicale” che con i suoi brownies ha cambiato la vita di migliaia di pazienti e soprattutto la storia dei diritti dei pazienti negli Stati Uniti.

A cura di
Enrica Cappello
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