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Funghi: le leggi in Italia, in Europa e nel mondo

Il mondo dei funghi è molto affascinante e altrettanto ampio: conosciamo oltre 150.000 specie, ma in natura ne esistono molte di più ancora non classificate. Le diverse specie si differenziano per caratteristiche morfologiche e si suddividono in tre famiglie principali: funghi commestibili (compresi quelli da evitare perché velenosi), funghi con proprietà medicinali, compresi quelli con effetti psicoattivi, e funghi con proprietà benefiche, utilizzati anche come integratori.

I funghi commestibili non hanno limiti legali specifici se raccolti seguendo le normative locali, e comprendono specie comuni come i porcini e gli champignon. I funghi usati a scopo salutistico o integrativo, come i reishi e i chaga, non sono psicoattivi e sono regolamentati in base alla loro commercializzazione come integratori o alimenti.
Infine, i funghi psichedelici, contenenti sostanze come la psilocibina o la psilocina, hanno effetti psicotropi e sono soggetti a regolamentazioni più complesse e restrittive nella maggior parte dei paesi.

In Italia le leggi sono molto restrittive, ma vediamo quali sono e come funzionano nel resto dell’Europa e del mondo.

La regolamentazione in Italia

In Italia, i funghi commestibili e medicinali non contengono molecole controllate o illegali, per cui possono essere consumati liberamente. Tuttavia, i funghi commestibili se raccolti personalmente sono soggetti alle leggi locali sulla raccolta, che regolano permessi, usi forestali e normativa micologica amatoriale. Allo stesso modo, i funghi medicinali destinati al benessere sono regolamentati in base alla modalità di commercializzazione, molto spesso come integratori.

I funghi psichedelici, invece, contengono sostanze psicoattive incluse nella Tabella I delle sostanze stupefacenti, con una regolamentazione complessa. Il possesso è depenalizzato, il che significa che non sempre costituisce reato penale: può comportare sanzioni amministrative, in base alla gravità del caso. La coltivazione non è consentita e può comportare sanzioni, con entità variabile in base alla gravità del reato. Le spore, utili alla riproduzione, non contengono sostanze psicoattive e non rientrano tra le sostanze vietate dalla legge.

La situazione in Europa

I funghi non psichedelici sono generalmente legali e ampiamente consumati, ma la raccolta e la vendita sono regolamentate in modo diverso da Paese a Paese. Alcune specie selvatiche richiedono autorizzazioni particolari, e norme sanitarie e di etichettatura garantiscono la sicurezza dei consumatori. In molti paesi dell’Unione Europea, la psilocibina e la psilocina sono formalmente proibite dalla Convenzione sulle sostanze psicotrope delle Nazioni Unite (1971), tuttavia la convenzione non obbliga automaticamente i paesi a vietare i funghi che le contengono.

Le decisioni su raccolta, possesso, coltivazione e vendita spettano quindi alle legislazioni nazionali, generando regolamentazioni molto eterogenee.

  • Paesi Bassi: i “tartufi magici” (scleroti) contenenti psilocibina sono legali, mentre i funghi psilocibinici classici sono vietati.
  • Repubblica Ceca: i funghi psicoattivi sono regolati come sostanze psicotrope; produzione, distribuzione e vendita sono illegali. Tuttavia, da qualche anno la legge distingue tra uso e possesso personale di piccole quantità sono considerati illeciti minori e non penali. Inoltre recentemente, il parlamento ceco ha approvato riforme che prevedono l’uso terapeutico della psilocibina.
  • Germania: la psilocibina e i funghi che la contengono sono sostanze proibite. L’uso della psilocibina è consentito in programmi sperimentali sotto stretto controllo medico, per pazienti con malattie gravi o resistenti alle terapie convenzionali.
  • Portogallo: in generale, il possesso di droghe per uso personale è decriminalizzato, non legale, inclusi i funghi psichedelici, ma la vendita e la produzione restano vietate.
  • Spagna: il possesso personale in luoghi privati è tollerato, mentre la vendita rimane vietata.
  • Austria: in alcuni casi il possesso e la coltivazione sono decriminalizzati se non destinati all’assunzione a scopo psicotropo.

In Francia, Irlanda e molti altri Paesi UE uso, possesso e coltivazione sono generalmente illegali e soggetti a severi controlli.

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La situazione nel resto del mondo

Se in Europa la regolamentazione è già molto eterogenea, nel resto del mondo le differenze tra Paesi e contesti locali sono ancora più marcate. In generale, i funghi commestibili o destinati al benessere sono largamente ammessi e commercializzati, secondo normative sanitarie e agricole locali, mentre i funghi psichedelici sono sottoposti a regole specifiche, spesso proibitive, che ne disciplinano possesso, vendita, coltivazione e uso in contesti clinici o rituali.

America (Nord e sud)

  • Canada: i funghi psichedelici sono vietati secondo il Controlled Drugs and Substances Act (CDSA), compreso possesso, vendita, coltivazione e importazione o esportazione a meno che non si disponga di licenze speciali o esenzioni legali. È possibile accedere legalmente alla psilocibina tramite esenzioni autorizzate o programmi clinici sperimentali, in casi di condizioni gravi o mancata risposta alle terapie convenzionali.
  • Messico: piccole quantità per uso personale sono decriminalizzate, anche se a livello federale alcune regioni possono avere regolamenti più restrittivi, e l’uso tradizionale indigeno è parzialmente tollerato.
  • Brasile: la psilocibina è proibita, ma i funghi non sempre rientrano nella proibizione, creando una zona grigia, soprattutto per i kit di coltivazione.
  • Perù e Bolivia: l’uso tradizionale e rituale dei funghi psichedelici in alcuni contesti è tollerato.

In alcuni paesi latinoamericani dove l’uso ha una tradizione secolare, la legge può essere permissiva in contesti rituali o religiosi, anche se ciò dipende da diversi fattori locali.

Asia

In gran parte dei paesi asiatici la psilocibina è generalmente illegale o fortemente controllata.

  • Giappone e Cambogia: l’uso è totalmente vietato.
  • Thailandia: recenti regolazioni consentono la ricerca clinica, ma l’uso ricreativo resta vietato.

Oceania

  • Australia: la psilocibina è classificata come sostanza proibita (Schedule 9), ma l’uso terapeutico è consentito in contesti clinici autorizzati.
  • Nuova Zelanda: nonostante sia formalmente illegale e classificata come droga di Classe A, dal 2025 alcuni psichiatri possono prescriverla per depressione resistente ai trattamenti convenzionali, rispettando regolamenti stringenti.

Africa

La psilocibina è generalmente proibita in molti paesi africani, anche se in alcuni stati non esistono normative chiare. Le leggi locali possono variare ampiamente, spesso in base alla presenza o meno di tradizioni culturali che ne prevedono l’uso.

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Il mondo dei funghi è complesso non solo per le specie e le proprietà, ma anche per le regolamentazioni legali. In Italia e in molti paesi europei, la distinzione tra funghi commestibili, medicinali e psichedelici è cruciale per capire cosa sia consentito o vietato, anche se i funghi psichedelici stanno trovando sempre più spazio a livello terapeutico grazie alle loro significative proprietà cliniche.

Nel resto del mondo, la situazione è ancora più eterogenea, con approcci che vanno dal divieto totale all’uso terapeutico regolamentato, fino alla tolleranza in contesti culturali tradizionali.
Si intravede quindi un’apertura significativa verso queste sostanze a lungo criminalizzate, riconosciute sempre più per la loro reale utilità e l’efficacia terapeutica.

A cura di
Enrica Cappello
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