Franco Loja: il cacciatore di Strain che ha rivoluzionato il mondo della cannabis
Franco Loja è stato una di quelle eccellenze italiane di cui andare fieri, un vero marchio made in Italy raro e di grande valore. Grazie alla sua forte passione, alla competenza e una determinazione fuori dal comune, ha lasciato un segno indelebile nel panorama mondiale della cannabis.
Pioniere nel mondo della cannabis
Per oltre 15 anni, Franco ha lavorato nel settore contribuendo a fissare nuovi standard nella coltivazione e nello sviluppo genetico della cannabis. È stato cofondatore della Green House Seed Company, uno dei brand più conosciuti a livello globale e punto di riferimento in Olanda.
Quando il mercato della cannabis era ancora agli albori, Franco aveva già intuito la direzione verso cui si sarebbe evoluto il settore.
Purtroppo, ci ha lasciato prematuramente nel 2017, a soli 42 anni, a causa di una malaria cerebrale contratta durante un viaggio in Congo, dove si trovava per motivi professionali e umanitari. In quell’occasione stava lavorando a un progetto dedicato alla ricerca sull’uso della cannabis nella lotta contro la malaria.
Nonostante la sua scomparsa, il suo contributo continua a ispirare e influenzare il mondo della cannabis.

Strain Hunters: il primo vero cacciatore di genetiche
Nel 2008, insieme ad Arjan Roskam – altro fondatore di Green House e noto come The King of Cannabis – Franco fondò il collettivo Strain Hunters (letteralmente “cacciatori di varietà”), con l’obiettivo di esplorare il mondo alla ricerca e preservazione di varietà autoctone di cannabis (landrace) poco note.
Le sue spedizioni lo portarono in Africa, India, Caraibi, Marocco – questa è forse una delle spedizioni più famose – e molti altri paesi. Durante i viaggi documentava le coltivazioni locali, collaborava con agricoltori locali e sosteneva progetti associati alla pianta in contesti sociali complessi.
Con determinazione e spirito pionieristico, Franco contribuì a creare una vera e propria professione: quella di cacciatore di strain, esploratore di genetiche rare e custode della biodiversità della cannabis.

Contributi alle genetiche della cannabis
Grazie al suo lavoro con Green House e Strain Hunters, Franco partecipò alla creazione di numerose varietà premiate, tra cui la celebre Super Lemon Haze, una delle sue preferite. Dopo la sua morte, in suo onore fu sviluppata la Franco’s Lemon Cheese (ibrido Super Lemon Haze × Exodus Cheese). I profitti derivanti dalla vendita di questa varietà sono destinati alla sua famiglia e alla Strain Hunters Foundation, nata per sostenere progetti educativi e sociali.
Gli ultimi anni e l’impegno umanitario
Negli ultimi anni della sua vita, Franco si dedicò con passione a iniziative umanitarie, soprattutto in Africa. In particolare, nella Repubblica Democratica del Congo lavorava a progetti che miravano ad utilizzare la cannabis – in particolare i componenti non psicoattivi come il CBD – per aiutare comunità vulnerabili.
Era convinto che la pianta avesse un potenziale positivo, non solo dal punto di vista terapeutico e industriale, ma anche sociale e culturale.
“Full gas!” – così amava dire Franco, per esprimere entusiasmo, energia e determinazione: le stesse qualità che hanno caratterizzato tutta la sua vita.
Grazie a persone come lui, che hanno avuto il coraggio di osare e di seguire le proprie passioni senza esitazione, la cannabis ha potuto emanciparsi da un contesto di discriminazione e proibizionismo, per essere finalmente riconosciuta come una risorsa di valore globale.